Friday, 4 December 2009

Coke side of Life



Ho sentito lo slogan 'Il lato coka cola della vita' per la prima volta in Italia, prima di partire. Non mi era sembrato un gran che come slogan ed ero convinto di non averlo capito. Come si puó non vivere dal lato coka cola della vita in Italia? Coka cola significa multinazionale, cultura occidentale, capitalismo, superfluo non di lusso. Anche chi non beve coca cola, vive dal lato coca cola della vita nella società occidentale, dal lato dei navigatori satellitari sulle utilitarie, degli sms, di Sky tv, della play station, della verdura già lavata e tagliata venduta dai supermercati in sacchetti di plastica pronti all'uso.

Qui ci sono numerosi presidi della Coke. Container ferroviari rossi con l'inconfodibile onda bianca coka cola. Proprio i container quelli che sono caricati sui Tir o sui treni o sulle navi, qui sono appoggiati al suolo e fungono da bar, da punto di ritrovo e naturalmente da messaggio promozionale.

Ce ne sono tanti e ovunque, anche nel mezzo del nulla, in piena savana. E sono pieni di cassette di plastica piene di bottigliette in vetro consumato riciclabile dall'inconfondibile forma e con con la scrita Coke o Coca Cola. Su alcuni di essi lo slogan 'Stai dal lato coca cola della vita'.

Ecco, qui lo slogan è carico di significato. Spacca in due la società. Divide tra la tradizione e il progresso. Tradizione che è vissuta dai poveri e il progresso che è vissuto da chi ha un lavoro remunerato con i soldi e non con il baratto di carne o verdura. Stare dal lato coka cola della vita vuol dire preferire la zuccherosa e gassata bevanda ad un casco di banane o ad un cestino di uova. Vuol dire togliersi una voglia e restare con la fame. Vuol dire volersi riscattare dalla povertà sognando l'america.

Non sono in grado di capire se sia positivo o negativo trovare Coke shop da un latro della strada e una pompa manuale per estrarre l'acqua dal sottosuolo dall'altro ma tutto mi sembra piu' normale se penso alla pompa a muro nella casa di mia nonna nella sua contrada a Schio in provincia di Vicenza funzionante fino a 20 anni fa.

Monday, 30 November 2009

Ed ero contentissimo



Ormai sono qui da quasi due mesi e sono unscito la sera solo due volte. Solo due venerdi e sempre accompagnato da gente locale che funge da driver ma anche un po' da guardia del corpo. Lo scopo di una delle mie due uscite era partecipare ad un party di addio di uno dei membri di un'altra NGO che si svolgeva in una struttura all'aperto nel centro di Kisumu.

Come da programma c'era da bere e da mangiare gratis per tutti. Il cibo era a buffet ed io non ho avuto il coraggio di mangiarlo mentre alcuni miei colleghi che lo hanno assaggiato sono rimasti soddisfatti.
Il bere consisteva in una sangria un po' arrangiata ma tutto sommato accettabile ed in una notevole quantita' di bottigliette di soda o birra da prelevare direttamente dalle cassette di plastica sparse qua e la'.

C'erano tavolini con gente seduta, un centinaio di persone un po' ubriache con qualche rarissimo fumatore, gente che flirtava e un deejay per la musica. Insomma, un party a tutti gli effetti.

Anche se ogni singolo aspetto del party non aveva nulla di particolare o di cosi' diverso dalle nostre feste private, l'atmosfera generale era molto caratteristica. Difficile da spiegare, si percepiva di essere in Africa.

Il compito del deejay era mettere su il disco. Uno. Un cd di mp3. Al che' si addormento' dietro la console con le cuffie nere grosse coprenti le orecchie che a mio giudizio non servivano a fargli sentire la musica che stava mandando, ma ad isolarlo dalla festa per non essere svegliato.

Ad un certo punto ecco una melodia nota. Da subito ho pensato ad una pubblicita', poi ad una canzone locale ormai sentita parecchie volte poi ho cominciato a ricordare... ho la senzazione di averla gia' sentita, poi ne ho la certezza ma qualcosa non mi torna, poi riconosco la voce, realizzo che sta cantando in inglese ma che e' italiano.

Tiziano! Sono in africa, esco una volta al mese... ma ti pare.